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ÐromeÐario

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"In me ci sono tre persone.La prima occupa sempre il centro,indifferente,senza preoccupazioni,senza emozioni,osserva e aspetta l'occasione per esprimere quello che vede alle altre due.La seconda è come un animale spaventato che attacca perchè teme di essere attaccato.E poi c'è una persona piena di amore,che permette agli altri di penetrare nel sancta sanctorum del proprio cuore."

ÐromeÐario™>>>>>>>>>

self-portrait in three colors
July 13

W a i t i n g M a n (Portraits)

 

 

L’uomo che aspetta

 

Non sta  aspettando nessuno, il giovane uomo seduto su una sediolina minuscola all’ingresso del “tabacchino” di Oronzo, eppure l’atteggiamento della sua schiena, il mento e la testa appoggiati sulla L formata da pollice e indice, lo sguardo fisso in mille e nessun pensiero perso nell’immaterialità del tempo, sembrano suggerire il contrario.

Magari aspetta solo uno dei suoi compari che gli chiederà di fumare l’ennesima sigaretta insieme a lui, a sua suocera che ha rotto i coglioni, alla Fiat Ritmo che lo ha lasciato vedovo, agli sbirri che gli sono quasi addosso per quei pochi etti di “fumo” che ha ancora da piazzare, al gran prurito al culo che sente soprattutto d’estate e alle bestemmie che fanno sempre allegria. Finirà così, il tempo di una bionda Nazionale, se il compare andrà di fretta e avrà da prendere u p’ccìnn dalla nònn. Il nostro giovane eroe invece potrebbe essere lì in attesa di un suo più stretto simile, (non propriamente) senecamente oziante, appena sceso in strada dopo la pennichella post-pranzo per condividere insieme ai suoi colleghi una rigenerante birra Raffo gelata.

Nelle vicinanze uno studio tecnico, un forno, condomini. Macchine parcheggiate a pettine che pettinano e spettinano il marciapiedi. La gente si muove, la musica cresce… e ancora un’altra birra viene giù. Fa caldo e tutti sono indaffarati e sudati. Ma il nostro amico non sembra curarsene. Sbottona ancora un po’ la camicia e si passa un fazzoletto di stoffa sulla fronte, si affaccia un attimo dentro da Oronzo per insultarlo, ride di gusto e poi saluta qualche passante.

La sera arriverà e Oronzo abbasserà la saracinesca per tornarsene a casa.

Il nostro giovane amico si guarderà un attimo attorno, si gratterà il sedere, e penserà alle birre che si giocherà a carte al bar sotto il viale del passeggio.

Non penserà affatto.

July 06

A l l e g r e f r i v o l e z z e f u n k y

 

 

piu' ti guardo e piu'
mi viene voglia di mangiare
mangio amore
ho fame
ho fame


io sono uno che potrebbe
vivere anche fino a cent'anni
perche' mangio bene
mangio amore
io sono come un vero buongustaio
e non sono mai sazio
perche' mangio bene
mangio amore
buon appetito
e cibati dei baci miei
piu' ti guardo e piu'
mi viene voglia di mangiare
mangio amore
come antipasto
pane amore e fantasia
l'appetito vien
mangiando e adesso ho fame
ho fame
mangio amore
io sono l'ape e tu il fiore
mangio amore
io mangio te
che sei il mio menu' del cuore
mangio amore
come la lollo e la loren
per una dolce vita
che vivro' solo con te
io sono uno che potrebbe
vivere anche fino a cent'anni
perche' mangio bene
mangio amore
io sono uno che
potrebbe amare come mastroianni
mangio bene
mangio amore
ti mangio con gli occhi
sei gia' nuda e non lo sai
mangio molto ma non sono
mai alla frutta
per digerire bene
voglio mordere la ciccia che hai
all we need is love
amore adesso ho fame
ho fame
mangio amore
io sono l'ape e tu il fiore
mangio amore
io mangio te
che sei il mio menu' del cuore
mangio amore
come la lollo e la loren
per una dolce vita
che vivro' solo con te
mi cibo dei baci che dai
tu ti cibi dei baci miei
mi cibo dei baci che dai
tu ti cibi dei baci miei
ho fame
ho fame
ho fame
mangio amore
io sono l'ape e tu il fiore
mangio amore
io mangio te
che sei il mio menu' del cuore
mangio amore
come la lollo e la loren
per una dolce vita
che vivro' solo con te

Mangio amore - Ridillo

Ieri sera ho visto i Ridillo in concerto... - . -

In  ascolto: Ridillo - Mangio Amore

May 30

soliloquacità temporanea indotta

 
 

-          “…senti un po’…ma…tu mi senti?!?!”

-          “ovvio che ti sento.”

-          “ma…io…”

-          “si, lo so, non stai parlando. Adesso, perlomeno. Io ti ascolto sempre, anche quando parli.”

-          “no, è che me lo chiedo sempre.”

-          “e io ti rispondo.”

-          “a questo punto mi chiedo se tu non sia una sorta di panacea. Forse non esisti. Sei un parto dell’intransitività. Allora è vero che sono l’unico che mi capisce.”

-          “cogito ergo sum”

-          “e daje… troppo facile citare i grandi. E perché non carpi il diem? Eh? Non carpisci, no, non lo carpisci proprio. Io lancio sempre l’amo ma non lo raccoglie nessuno. Si dice così?”

-          “e che cazzo ne so io?”

-          “ma che parlo a fare con te?...”

-          “infatti non stai parlando.”

-          “no. Infatti, ma tu ascoltami, ti prego.”

-          “sono qui sempre a tua disposizione.”

-          “chiedimi come sto.”

-          “come sto?”

-          “bene, grazie.

 A parte la macchina, che ieri l’ho prestata a mia suocera e quella è entrata in un camion della nettezza urbana a 80 km/h (ne è uscita illesa -ovvio- non preoccuparti) e oggi me l’hanno restituita in un sacchetto di plastica (l’auto, non la vecchia). Tutto bene, tutto bene.

Ah…e a parte la testa. Ti avevo detto di quelle emicrania?

No, non sono passate, ma ho comprato una morsa, tra i cui capi è ormai mia consuetudine infilare la capoccia prima di addormentarmi.

Ah…e comunque non dormo. No, no no, neanche un po’.

Infatti ne sto approfittando per prendermi una seconda laurea in Filosofia Gestionale col Progetto Rai Nettuno. Tutto ok, tutto ok.

Ah…e poi la chitarra si è rotta. Si, è caduta dai fermi che la tenevano al muro del salotto quando ho cercato di abbattere il televisore acceso con una ciabatta. Il gatto non ha retto il peso, e neanche l’accelerazione per la caduta del grave, è stato grave. Ora giace sotto terra, in giardino, sotto il ciliegio. Non c’è male, no.

Magari mi rode un po’ per quell’appalto –ti ricordi?- quello per quel progetto nuovo del Comune… Capito? Si, si, quello che ci lavoravo da due mesi senza sosta, che mi è venuta l’ulcera e ho perso i capelli. Si, quello.

 L’abbiamo perso.

Cose che capitano. Va tutto bene.

L’importante è stare bene con se stessi.”

-          “hai ragione. Anche io sto bene con se stessi”

BUIO

 

 

 

# caro bloggo, lo so, è un po' che ti trascuro ma , credimi, è meglio così......

:)

 

In ascolto: Sergio Caputo - Tutto sembra a posto (quando il cielo è blu)

 

May 17

dai dai...

 
dai...cazzo...muoviti con con quel cavo jack...attacca sta spina alla ciabatta.. non quella, questa...quella è rotta, la dobbiamo buttare!!
dai...dai..muoviti...sei pronto?
oh ma l'hai sentito quel pezzo nuovo dei kyoto?? porca miseria che groove!
si si, ma io ce l'ho da un casino di tempo... ah e poi non ti ho detto che sono andato a vedere Sergio dal vivo
GRANDE!
Dai ragazzi che ho bisogno di un po' di funky, mi sto sentendo male
Anche io ragà...mi sveglio nel cuore della notte e penso a asfhlsdfjsdjasdjb
ABBASSA QUEL CAZZO DI VOLUMEEEE mi scassi le orecchie col distorsoreee!
(wahcuchucuwaahcuchucuwahcuchucu)
e tu con quei piatti...sei a posto? e le forchette ce le hai? si ok, dai, è uno stupido umorismo jazzistico...muoviti che non ce la faccio più!!
dai To', suonami un Em9...metti su un bel rhodes
e uan..ciù tri....
 
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