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August 22 Interrail2008_1° tappa: BerlinoINTERRAIL_08
>>>BERLIN
Ricorderò di Berlino: - i colori e l'ordine delle stazioni metro, - la Beck's al limone, - "KAMPS" e la tipa col naso da porco che chiedeva sempre "Ein cappuccino?" - il VANILLIO di "KAMPS", - i supermercati KAISER, - la sigaretta-sblocca-intestino all'ostello, - I RUSSATORI in camera d'ostello aaaaaargh, - il cane Caramia, - gli orsi in tutte le fogge, - la Museuminsel (che non ho potuto vedere interamente causa lavori), - il Sony Center... e quel terribile affare turco che abbiamo mangiato di una pesantezza antologica -..-, - Potsdamerplatz, il muro, il semaforo e tutto ciò che c'era attorno, - il tipo che ha capito che ci serviva un apribottiglie ed è venuto ad aprirci le birre senza che nemmeno glielo chiedessimo, - il museo di Mies, - le fontane con la leva enorme NON POTABILIII, - la casa volante e il vetro ovunque per i restauri, - Checkpoint Charlie e il museo del muro... tutti gli espedienti dei tedeschi che volevano oltrepassare il muro, - la volontà di ricominciare da capo...la ricostruzione, - la disponibilità disarmante dei berlinesi, - il Mitte di notte e il centro culturale Tescheles...che ficata, - la serata musicale andata in fumo per l'acquazzone :( , - gli spazi a misura d'uomo...il verde diffuso, l'architettura sostenibile, - i locali notturni sotto i ponti della ferrovia di fronte all'isola dei musei, - il Bauhaus Archiv... e gli stronzi che non ci hanno avvisato che stava per chiudere, comunque molto bello, - la Sprea, - la chiesa con la punta spezzata di cui non ricordo mai il nome, - le tubazioni blu in vista ad Unter Den Linden, - il frikkettonissimo quartiere di Kreuzberg, - Penny..., - la ragazza con la figlioletta che ci ha seguito per assicurarsi che avessimo capito come raggiungere il supermarket che ci aveva indicato... e poi è tornata sulla sua strada :) , - 2km di Berliner Meuer (muro) all'East Side Gallery, - il monumento ebraico e il parco labirinto, - le camminate, - ed ovviamente Geronimo... il più nominato. July 13 W a i t i n g M a n (Portraits)
L’uomo che aspetta
Non sta aspettando nessuno, il giovane uomo seduto su una sediolina minuscola all’ingresso del “tabacchino” di Oronzo, eppure l’atteggiamento della sua schiena, il mento e la testa appoggiati sulla L formata da pollice e indice, lo sguardo fisso in mille e nessun pensiero perso nell’immaterialità del tempo, sembrano suggerire il contrario. Magari aspetta solo uno dei suoi compari che gli chiederà di fumare l’ennesima sigaretta insieme a lui, a sua suocera che ha rotto i coglioni, alla Fiat Ritmo che lo ha lasciato vedovo, agli sbirri che gli sono quasi addosso per quei pochi etti di “fumo” che ha ancora da piazzare, al gran prurito al culo che sente soprattutto d’estate e alle bestemmie che fanno sempre allegria. Finirà così, il tempo di una bionda Nazionale, se il compare andrà di fretta e avrà da prendere u p’ccìnn dalla nònn. Il nostro giovane eroe invece potrebbe essere lì in attesa di un suo più stretto simile, (non propriamente) senecamente oziante, appena sceso in strada dopo la pennichella post-pranzo per condividere insieme ai suoi colleghi una rigenerante birra Raffo gelata. Nelle vicinanze uno studio tecnico, un forno, condomini. Macchine parcheggiate a pettine che pettinano e spettinano il marciapiedi. La gente si muove, la musica cresce… e ancora un’altra birra viene giù. Fa caldo e tutti sono indaffarati e sudati. Ma il nostro amico non sembra curarsene. Sbottona ancora un po’ la camicia e si passa un fazzoletto di stoffa sulla fronte, si affaccia un attimo dentro da Oronzo per insultarlo, ride di gusto e poi saluta qualche passante. La sera arriverà e Oronzo abbasserà la saracinesca per tornarsene a casa. Il nostro giovane amico si guarderà un attimo attorno, si gratterà il sedere, e penserà alle birre che si giocherà a carte al bar sotto il viale del passeggio. Non penserà affatto. July 06 A l l e g r e f r i v o l e z z e f u n k y
piu' ti guardo e piu' Mangio amore - Ridillo
Ieri sera ho visto i Ridillo in concerto... - . -
In ascolto: Ridillo - Mangio Amore May 30 soliloquacità temporanea indotta- “…senti un po’…ma…tu mi senti?!?!” - “ovvio che ti sento.” - “ma…io…” - “si, lo so, non stai parlando. Adesso, perlomeno. Io ti ascolto sempre, anche quando parli.” - “no, è che me lo chiedo sempre.” - “e io ti rispondo.” - “a questo punto mi chiedo se tu non sia una sorta di panacea. Forse non esisti. Sei un parto dell’intransitività. Allora è vero che sono l’unico che mi capisce.” - “cogito ergo sum” - “e daje… troppo facile citare i grandi. E perché non carpi il diem? Eh? Non carpisci, no, non lo carpisci proprio. Io lancio sempre l’amo ma non lo raccoglie nessuno. Si dice così?” - “e che cazzo ne so io?” - “ma che parlo a fare con te?...” - “infatti non stai parlando.” - “no. Infatti, ma tu ascoltami, ti prego.” - “sono qui sempre a tua disposizione.” - “chiedimi come sto.” - “come sto?” - “bene, grazie. A parte la macchina, che ieri l’ho prestata a mia suocera e quella è entrata in un camion della nettezza urbana a 80 km/h (ne è uscita illesa -ovvio- non preoccuparti) e oggi me l’hanno restituita in un sacchetto di plastica (l’auto, non la vecchia). Tutto bene, tutto bene. Ah…e a parte la testa. Ti avevo detto di quelle emicrania? No, non sono passate, ma ho comprato una morsa, tra i cui capi è ormai mia consuetudine infilare la capoccia prima di addormentarmi. Ah…e comunque non dormo. No, no no, neanche un po’. Infatti ne sto approfittando per prendermi una seconda laurea in Filosofia Gestionale col Progetto Rai Nettuno. Tutto ok, tutto ok. Ah…e poi la chitarra si è rotta. Si, è caduta dai fermi che la tenevano al muro del salotto quando ho cercato di abbattere il televisore acceso con una ciabatta. Il gatto non ha retto il peso, e neanche l’accelerazione per la caduta del grave, è stato grave. Ora giace sotto terra, in giardino, sotto il ciliegio. Non c’è male, no. Magari mi rode un po’ per quell’appalto –ti ricordi?- quello per quel progetto nuovo del Comune… Capito? Si, si, quello che ci lavoravo da due mesi senza sosta, che mi è venuta l’ulcera e ho perso i capelli. Si, quello. L’abbiamo perso. Cose che capitano. Va tutto bene. L’importante è stare bene con se stessi.” - “hai ragione. Anche io sto bene con se stessi” BUIO
# caro bloggo, lo so, è un po' che ti trascuro ma , credimi, è meglio così...... :)
In ascolto: Sergio Caputo - Tutto sembra a posto (quando il cielo è blu)
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